sabato 16 maggio 2009

Angeli e Demoni

Finalmente (?) è arrivato Angeli e Demoni. I pareri possono essere discordanti, ma se non piace l'idea di fondo è molto difficile che recuperi sul piano dello spettacolo. Avevo letto il libro e non mi era dispiaciuto, il film purtroppo non mi pare all'altezza. Penso anche che come italiani e romani non ne usciamo molto bene (ci sarebbe da scrivere a sceneggiatore e regista).

A proposito di regista, me ne vengono in mente almeno una decina che avrebbero potuto far meglio di Ron Howard, per esempio: Marc Forster (Quantum of Solace, se a Siena ha fatto quello che ha fatto, a Roma ...), Jon Favreau (Iron Man), Michael Bay (Transformers).
Bravo Pierfrancesco Favino, ma peccato che ci rimanga secco per mano di un poco credibile super-killer dall'espressione torva e un tantino "babbea".

angeliedemoni.jpg

mercoledì 6 agosto 2008

Altro che plot con Dramatica PRO 4

Rieccomi su "... scrivere è un'avventura". Sono stato in viaggio, cioè ho letto (e studiato un pò) per capire cosa succede di bello a writelandia. Traendo spunto da un articolo di Bruno Ballardini "Il software entra nella storia" (Il Sole 24 ore - nòva, del 26 giugno 2008, pag. 16) ho fatto un giro per i siti di software vendor attivi nel supporto alla scrittura creativa e dopo qualche riflessione ho scelto Dramatica PRO 4 (www.write-bros.com). Facile l'acquisto sul sito e molto buono il supporto che il team tecnico offre ai propri clienti in caso di problemi. L'applicazione gira sia sul mio iMac che sul mio notebook Windows Xp senza problemi (salvo qualche incompatibilità nel file porting a livello di caratteri accentati), ma sono cose da niente. Sto testando il programma con il plot di un romanzo a cui stavo lavorando da un pò di tempo ed effettivamente le funzioni di Dramatica PRO 4 si fanno apprezzare. Di rapido apprendimento nelle sue funzioni base, richiede una certa applicazione per un utilizzo più sofisticato. Ad ogni modo non mi dilungo oltre sul prodotto del quale comunque sto pensando di scrivere un commento all'utilizzo per gli interessati. Le vacanze si avvicinano, tempo di viaggi (lettura) ed avventure (scrittura).

domenica 8 giugno 2008

Ma allora avevo ragione ...

In occasione di un recente meeting sul tema dei media (di cui mi occupo per ragioni professionali) ho avuto la fortunata opportunità di conoscere Luc Besson. Sono un estimatore dei film del regista francese e così non mi sono fatto sfuggire l'occasione di porgli qualche domanda a proposito del suo lavoro alle quali ha risposto in modo molto cordiale. Un suo pensiero, in particolare, mi ha colpito perché esprimeva sostanzialmente il concetto che ho toccato in queste pagine, qualche tempo fa, a proposito dell'asimmetria esistente fra lo sforzo produttivo e quello della fruizione. Ha concluso con una battuta simpatica del tipo: dopo tutto il lavoro fatto (nella realizzazione di un film) la prima domanda dello spettatore al termine della proiezione è "E ora dove andiamo a cena?". Sembrerà strano, ma la cosa mi ha incoraggiato un bel pò!

venerdì 30 maggio 2008

A proposito di lettori difficili

Ecco, ci siamo quasi! Mi sono fatto convincere a scrivere una storia per bambini e tra qualche giorno sarà possibile acquistarla in rete (www.cera1volta.it). Un bel rischio, primo perchè penso che un bambino, dopo avere letto una storia che non gli è piaciuta, non fa tanti complimenti e te lo dice diretto. Secondo perchè, nel caso, l'ego rimane ferito a morte (della serie: se non sei capace di scrivere neanche una storia per bambini, allora lascia perdere!). Terzo perchè i bambini hanno la memoria lunga e diventeranno grandi. Addio lettori del futuro, insomma. Staremo a vedere. 

venerdì 16 maggio 2008

Il lettore è un cliente difficile (da ringraziare)

Qualche tempo fa sottoposi il mio primo romanzo ad un editor per una seria valutazione critica del lavoro. Mi ero fatto l'idea che gli amici che lo avevano letto, avessero espresso sulla qualità della mia "opera" delle opinioni un pò troppo benevole e che questo fosse dovuto, almeno in buona parte, al rapporto che ci legava. Perciò, desideravo il commento asettico di un professionista. Trascorsi un paio di mesi, l'editor mi inviò la sua scheda di commento.

In realtà, scoprii che il giudizio non differiva molto dalla "valutazione media" che avevo tratto dal gruppo di amici. La cosa, per la verità, mi sorprese un pò. Certo, le spiegazioni dei punti di forza e di debolezza erano argomentate in modo più efficace, ma la sostanza in fin dei conti era quella: buono sotto certi aspetti, da migliorare sotto altri. Ok!
Ero ovviamente soddisfatto di non avere rimediato una bocciatura senza appello da un vero professionista (nel frattempo avevo scoperto che scriveva su alcune importanti testate giornalistiche), ma volli comunque provare a scambiare quattro chiacchiere e lo chiamai al telefono.
Questa volta fu lui a essere abbastanza sorpreso, non solo di sentirmi, ma anche che non mi fossi offeso per le critiche espresse nella sua scheda (evidentemente qualcuno prima di me, scoprendo di non essere proprio un astro nascente della letteratura, si era un pò arrabbiato), e così pensò di suggerirmi una cosa interessante che vorrei condividere.
Si tratta di una delle due lesson learnt di questo post.
Se si è fatto un lavoro discreto è meglio non accanirsi nella correzione. Il tempo necessario per farlo è spesso equivalente a quello che occorre a scrivere una nuova storia, dunque, si impara di più ed il risultato sarà migliore.
Ma veniamo alla seconda e, penso, più importante lezione. Riguarda gli amici che (1) hanno avuto la forza di iniziare a leggere la vostra storia, (2) che non hanno smesso e (3) che vi sono venuti a dire cosa ne pensano.
Questi amici sono il miglior sostegno che uno scrittore possa desiderare e sono un cliente difficile.
D'ora in poi scrivete per loro e dedicate ogni pagina a chi vi ha dedicato un pò del proprio tempo.
Agli amici che ogni tanto mi chiedono che fine abbia fatto quel romanzo e se sto ancora scrivendo dico GRAZIE!
Il nuovo è in lavorazione.  

domenica 11 maggio 2008

Dal basso o dall'alto?

Interessante contributo quello di Mauro Calamandrei oggi su IlSole24Ore, "La carica degli autoeditori" (pag. 38). Se il mercato italiano sforna 60 mila titoli in un anno (rapporto AIE), quello americano arriva a 400 mila. La quantità di autori esordienti e non solo (in America, come in Italia) che sognano di essere pubblicati, anche se non venderanno più di un centinaio di copie, forma una massa sociale in crescita. Dicevo qualche giorno fa, un vero e proprio mercato. E allora, ecco che vengono in aiuto gli strumenti di self-publishing, oltre ai corsi di scrittura creativa e le lettura valutative. E' la via dal basso per accedere ai banchi delle librerie vere o virtuali che siano. Un aiutino per tentare di sfuggire alla dura legge del mercato che dimostra con i numeri come sia antieconomico investire in un autore esordiente, anche se di talento. Ne esiste anche una dall'alto (possiamo chiamarla così?). Basta rivolgersi ad un ghostwriter. Badate bene, non per una consulenza da editor, ma proprio per fargli scrivere il "vostro" libro, una volta pronto firmatelo ... et voilà, il gioco è fatto. Il fenomeno sembra più avanzato negli USA tanto da diventare esso stesso oggetto di narrazione (come nel thriller di Robert Harris, "Il Ghostwriter" - 2007, edito in Italia da Mondadori). Per la verità non saprei se esista anche una via italiana al ghostwriting. Forse sì, oppure no ... voi che ne pensate?

giovedì 1 maggio 2008

Vista dall'alto

Amo vedere i posti dall'alto, passione turistica abbastanza comune, per la verità. In tempi in cui le foto dal satellite sono di dominio pubblico fare la fila per salire in cima all'Empire State Building sa un pò di vecchio, ma è stato più forte di me. In fondo, al centro di quel campo di grattacieli, c'erano le Twin Towers. L'ultima volta che sono stato a NY, fedele al rito, ci ero salito in cima ... ora mancano e la ferita sembra non si possa proprio rimarginare.